Dal BPMN al BP-M*

Business Process Modeling Notation (BPMN) è lo standard internazionale per la rappresentazione dei processi aziendali. E’ l’insieme di quelle attività necessarie per definire, ottimizzare, monitorare e integrare i processi aziendali, al fine di creare un processo orientato a rendere efficiente ed efficace il business dell’azienda. Gli obiettivi del BPMN sono: a) Fornire una notazione comprensibile per:

  1. Analisti che definiscono i processi
  2. Sviluppatori responsabili dell'implementazione tecnologica dei processi
  3. "Persone del business" coinvolte nei processi

b) Costituire la base per l'implementazione, grazie alla possibilità di tradurre i modelli BPMN in linguaggi nati per l'esecuzione dei processi di business. La rappresentazione dei processi avviene sotto due punti di vista:

  1. La situazione attuale (AS-IS).
  2. La situazione futura desiderata (TO-BE).

Queste sono due attività nettamente distinte, che portano a definire i miglioramenti necessari per passare dai processi rilevati dell’as-is a quelli formalizzati del to-be. Gli interventi possono essere di tipo incrementale, oppure di tipo radicale arrivando così a una vera e propria re-ingegnerizzazione dei processi aziendali. La costruzione del modello è distribuito in 5 fasi ben definite: Disegno -> Modellazione -> Esecuzione -> Monitoraggio -> Ottimizzazione. Oggigiorno tutte le aziende tendono a migliorare in maniera continuativa l’efficienza e l’efficacia delle proprie prestazioni per i più svariati motivi (ad es. ridurre i costi, aumentare i profitti, accrescere la qualità intesa come soddisfazione del cliente). Il tutto si riassume in poche semplici domande:

  1. Quali passi sono necessari?
  2. Chi li dovrebbe eseguire?
  3. Come dovrebbero essere eseguiti?
  4. Quali capacità/competenze/ risorse sono necessarie?
  5. Quali risultati ci si aspetta e come tenerli sempre sotto controllo?

Questi process-driven forniscono un metodo per tradurre gli obiettivi strategici e tattici in processi operativi, rendendo l’organizzazione molto più agile e pronta a rispondere alle necessità di cambiamento. Quando ci si trova ad affrontare i processi nella realtà aziendale ci si scontra con una serie di difficoltà:

  1. I processi reali sono generalmente complessi quindi ogni azione di analisi e ristrutturazione dei processi richiede molta prudenza e attenzione;
  2. Quando si fanno partire dei progetti di ristrutturazione aziendale non si è davanti a una “lavagna vuota”: ogni azienda ha generalmente un gran numero di applicazioni e di sistemi quindi integrare il tutto non è semplice ma non è neanche pensabile “buttare via” tutto per “rifare le cose da capo”;
  3. Ristrutturare i processi implica l’esistenza nell’azienda di un gruppo di lavoro in grado di interagire con le funzioni aziendali, con competenze in diversi campi come l’analisi, il progetto e l’ottimizzazione dei processi, ecc. Inoltre una qualunque iniziativa di questo tipo ha scarse possibilità di successo se non è presente all’interno dell’azienda una forte sponsorizzazione da parte dei vertici aziendali.

Riassumendo tali rischi bisogna affrontare:

  1. Complessità dei processi
  2. Competenze tecnologiche
  3. Cultura aziendale

Per gestire il tutto Pubblidata fa riferimento alla metodologia chiamata BP-M*(Business Process - Metodology*) che è stata sviluppata presso il Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Torino; essa è rivolta verso l’ingegnerizzazione, la ristrutturazione e l’implementazione dei processi aziendali e dei sistemi informativi che devono supportare i processi stessi. Mediante un insieme di:

  1. Metodi
  2. Tecniche
  3. Strumenti
  4. Simulazioni
  5. Esperienza

Raggiungiamo il forza di tale metodologia e quindi:

  1. Serve a capire come effettivamente un’azienda opera con un’attenta analisi dei suoi processi
  2. Serve a costruire dei modelli che permettono di riprodurre la realtà e valutare in anteprima l’effetto delle variazioni organizzative (What If)
  3. Consente un trattamento dei dati di ‘’metrica’’ esaustivo, visto il potente simulatore a cui si appoggia.
  4. Il risultato sarà di ottenere un nuovo modo di pilotare l’azienda attraverso un sistema che è in grado di gestire facilmente la complessità dei problemi riscontrati e la grande massa dei parametri in gioco, fornendo alle aziende la capacità di comprendere i loro processi aziendali interni attraverso una rappresentazione grafica e la possibilità di gestire tali procedure nel modo adeguato per raggiungere gli obiettivi preposti.